Scuola di Formazione Tassonomica: specie megazoobentoniche indicatrici di Ecosistemi Marini Vulnerabili (VME) nel Mediterraneo.

Dal 5 al 9 ottobre 2026 la sede CNR di Capo Granitola (TP) ospiterà la Scuola di Formazione Tassonomica dedicata alle specie megazoobentoniche indicatrici di Ecosistemi Marini Vulnerabili (VME) nel Mediterraneo. Un appuntamento altamente specialistico rivolto a studenti, giovani ricercatori e professionisti del settore marino, con l’obiettivo di potenziare le competenze nel riconoscimento tassonomico e nel monitoraggio degli habitat profondi.

Il corso, organizzato dal Gruppo di Lavoro Zoobenthos del CNR-IRBIM, propone un percorso intensivo che combina lezioni frontali, attività di laboratorio e dimostrazioni sul campo. Tra gli obiettivi principali figurano il miglioramento della qualità dei dati tassonomici e la comprensione del ruolo ecologico delle specie indicatrici  di VME. 

Il programma prevede sessioni dedicate ai principali gruppi tassonomici del megabenthos mediterraneo — Porifera, Echinodermata, Cnidaria, Mollusca e Brachiopoda — guidate da esperti provenienti da università e istituti di ricerca nazionali. Ampio spazio sarà riservato anche alle metodologie di campionamento, ai protocolli di raccolta dati  e analisi di immagini e campioni in laboratorio fino all’attività di campo dedicata alle tecniche di campionamento del megabenthos.

La partecipazione è aperta a un massimo di 25 persone, con iscrizioni aperte fino al 30 giugno 2026. Per candidarsi è necessario compilare il form online e inviare CV e lettera motivazionale.

Un’occasione preziosa per formarsi sul campo e contribuire alla tutela degli ecosistemi marini profondi del Mediterraneo.

National Coordination Meeting e sessione plenaria del Programma di Lavoro Nazionale Raccolta Dati Alieutici (PLNRDA)

Il 31 marzo si è tenuto a Roma, nella Sala Convegni del Consiglio Nazionale delle Ricerche, il National Coordination Meeting e la sessione plenaria del Programma di Lavoro Nazionale Raccolta Dati Alieutici (PLNRDA) per il 2026.

Il PLNRDA è un programma finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) tramite il Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura (FEAMPA), ed è realizzato da un Raggruppamento Temporaneo di Imprese composto da CNR, CIBM, CoNISMA, COISPA, NISEA, OCEANIS, FEDERPESCA R&S, AGER, RETEMARE e UNIMAR, coordinato da CNR-IRBIM in qualità di mandataria.

Attraverso il PLNRDA, il MASAF ottempera agli obblighi previsti dal Data Collection Framework (DCF) Regulation, che disciplina la raccolta di dati sulla pesca e l’acquacoltura nell’Unione Europea.

Alla riunione hanno partecipato circa 180 persone, di cui 130 in sala e 50 in collegamento streaming, appartenenti ai partner del Raggruppamento Temporaneo di Imprese e ad altri enti interessati. In rappresentanza del MASAF erano presenti la Direttrice Generale, Graziella Romito, e la Corrispondente Nazionale, Maria Vittoria Briscolini; per la Commissione Europea, Raluca Ivanescu, Head of Unit DG MARE C3; per la Commissione Pesca per il Mediterraneo (FAO-GFCM), Elisabetta Morello, Senior Fishery Officer; e per il CNR, il Direttore dell’Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine (CNR-IRBIM), Gian Marco Luna, e il Direttore del Dipartimento di Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente, Francesco Petracchini.

L’incontro si è svolto per l’intera giornata, concludendosi verso le 17:00. Sono state presentate numerose relazioni che hanno toccato vari aspetti del PLNRDA, dai campionamenti biologici alle campagne di pesca sperimentali in mare, riportando i risultati delle principali attività svolte nel 2025, quelle in corso nel 2026 e proponendo scenari di attività per gli anni futuri. L’evento si è svolto prevalentemente in lingua inglese, per facilitare la partecipazione dei funzionari della Commissione Europea.

Transformative Ocean Science:

Dal 24 al 27 marzo 2026 la città di Venezia ha ospitato la prima edizione dell’International Symposium – Transformative Ocean Science, un appuntamento di rilievo internazionale organizzato da CNR ISMAR, DSSTTA e IRBIM, in collaborazione con i principali attori della ricerca marina nazionale e internazionale. L’evento è nato per rispondere alla crescente necessità di trasformare la conoscenza scientifica in azioni concrete, ponendo al centro la nuova visione europea racchiusa in “The Ocean Pact”, la nuova strategia europea dedicata al futuro degli oceani. Il Simposio rappresenta un forum ad alto livello che riunisce comunità scientifiche, enti di ricerca, decisori politici e organismi internazionali per discutere come la scienza del mare debba evolvere per affrontare le più urgenti sfide ambientali e sociali. L’obiettivo è esplorare come scienza, etica e innovazione possano collaborare per rendere operativa la sostenibilità del nostro pianeta blu e contribuire all’attuazione dell’Ocean Pact.

Il Simposio ha previsto tre giornate su invito durante le quali il confronto tra i partecipanti si articola attorno a tre pilastri fondamentali: il primo è dedicato alla Scienza Trasformativa, con una riflessione sul ruolo della ricerca nel coniugare sviluppo economico, responsabilità etica ed equilibrio ambientale, affinché la scienza possa produrre cambiamenti reali incidendo sulle decisioni politiche e sulla gestione delle risorse marine; il secondo pilastro, Oltre i confini della ricerca, esplora le nuove frontiere scientifiche e gli approcci interdisciplinari necessari per implementare pienamente l’Ocean Pact dell’Unione Europea; il terzo, Dalla conoscenza all’azione, concentra le attività sull’elaborazione di strumenti concreti per orientare la governance oceanica del futuro, tra cui una Strategic Roadmap per definire priorità strategiche e aree di ricerca collaborative, un Policy Brief con raccomandazioni chiave per la Commissione Europea, il Parlamento Europeo e i partner internazionali, e un White Paper dedicato alla Scienza Oceanica Trasformativa e al contributo dell’Ocean Pact. La quarta giornata, il 27 marzo, aperta al pubblico ha previsto anche l’intervento del premio Nobel Prof. Tim Hunt con la plenary lecture intitolata “Chromosomes, Nerves, Cell Division: Fundamental Discoveries In Biology At Marine Stations. What Next?” che ha fatto una panoramica di straordinarie scoperte avvenute presso Centri di ricerca e stazioni marine. Il Comitato Scientifico del Simposio riunisce figure di altissimo profilo nel panorama della ricerca marina internazionale, provenienti da enti di ricerca, università e organizzazioni europee e globali. Guidato da Mario Sprovieri, Direttore del CNR‑ISMAR, il Comitato include esperti di oceanografia fisica e biologica, osservazione della Terra, etica applicata, innovazione tecnologica, governance oceanica e cambiamento climatico; è presente anche il Direttore di IRBIM, Gian Marco Luna. L’esperienza dei membri del comitato scientifico a programmi strategici internazionali, missioni oceanografiche, infrastrutture di ricerca e iniziative europee come la Ocean & Waters Mission e l’Ocean Pact garantisce una supervisione scientifica autorevole e interdisciplinare e concreta per la promozione della Scienza Trasformativa.
In qualità di co‑organizzatore, IRBIM prevede la presenza di Fabio Campanella, Valentina Lauria, Andrea Miccoli e Emanuela Fanelli che fungeranno da facilitatori durante i lavori; tuttavia il coinvolgimento è esteso all’intera comunità scientifica, che potrà contribuire con riflessioni e contenuti attraverso un form dedicato. Il tempo stimato di compilazione è di circa 50 minuti, la scadenza per l’invio è il 30 aprile e il contatto di riferimento è la Dr.ssa Elena Gissi (CNR ISMAR).

 

La nuova sede IRBIM ad Ancona

Dicembre 2025. Iniziano i lavori di ristrutturazione della storica palazzina ex-Fincantieri, destinata a diventare la nuova sede dell’Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine (CNR IRBIM) di Ancona. Con un investimento complessivo di 7,2 milioni di euro, l’intervento trasformerà uno degli edifici più iconici del porto dorico nella nuova sede IRBIM. Il progetto architettonico, curato dallo studio Simone Subissati Architects, si è aggiudicato il prestigioso premio “The Plan” nel 2022 ed è stato anche selezionato per rappresentare l’eccellenza italiana al Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2025. La nuova sede avrà: laboratori moderni e infrastrutture tecnologiche avanzate per potenziare la ricerca marina; una sala conferenze da 90 posti concepita come spazio polifunzionale aperto alla cittadinanza per eventi culturali e divulgativi e potrà rafforzare il legame storico e operativo tra la comunità scientifica, il porto e il tessuto cittadino. Il direttore Gian Marco Luna ha dichiarato che la nuova sede sarà un polo strategico per la ricerca internazionale e un punto di riferimento imprescindibile per la Blue Economy” e il responsabile della sede di Ancona, Luca Bolognini, ha sottolineato l’importanza di restituire valore a un edificio storico mettendolo al servizio del futuro del mare. La realizzazione del progetto è stata resa possibile grazie ai fondi dei Ministeri MEF e MUR e a una stretta collaborazione istituzionale con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, la Capitaneria di Porto e il Comune di Ancona. È possibile trovare approfondimenti ai seguenti link:

Arctic Circle Forum – Polar Dialogue

Il 3 e 4 marzo 2026, la sede centrale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) a Roma ha ospitato per l’Arctic Circle Rome Forum – Polar Dialogue. L’evento rappresenta uno dei più prestigiosi appuntamenti internazionali dedicati al futuro delle regioni polari, riunendo esperti e decisori da oltre 35 Paesi. Organizzato in collaborazione con il MUR e il CNR, il Forum pone l’Italia al centro del dialogo globale su Artico, Antartico e Terzo Polo, esplorando il ruolo della scienza come leva geopolitica e della cooperazione internazionale come strumento fondamentale per affrontare le sfide del cambiamento climatico. Il Forum facilita la cooperazione scientifica internazionale tramite lo scambio di conoscenze tra istituti di ricerca di diverse nazioni, spedizioni oceanografiche e collaborazioni transfrontaliere. Al Forum partecipano alti rappresentanti della Commissione Europea (inclusi i settori Pesca e Oceani) per sottolineare l’importanza di fornire dati scientifici solidi a supporto delle decisioni politiche sulla gestione sostenibile degli oceani; durante il Forum si sviluppa la diplomazia scientifica per valorizzare la ricerca nei tavoli tecnici internazionali dove si discute la protezione degli ambienti marini estremi. Il Forum ribadisce come la conoscenza approfondita dei poli sia essenziale non solo per la conservazione ambientale, ma anche per la sicurezza e lo sviluppo sostenibile a livello globale. Il Direttore di IRBIM CNR, Gian Marco Luna, ha moderato la sessione “Arctic Fish: Sentinels of Climate Changes”, organizzata dalle colleghe Grazia Marina Quero e Monique Mancuso, rispettivamente di IRBIM CNR di Ancona e Messina.

Progetto UNDERSEA al Pescare Show

Rimini, 13 febbraio 2026 – In occasione del Pescare Show, l’evento internazionale dedicato alla pesca sportiva e alla nautica, il team del CNR IRBIM di Ancona ha presentato ufficialmente le nuove strategie di contrasto all’inquinamento acustico sottomarino nell’ambito del progetto europeo Interreg Italia-Croazia UNDERSEA. L’inquinamento acustico è una delle pressioni meno visibili ma più impattanti sugli ecosistemi marini. Il rumore generato dalle attività umane ha effetti diretti sulla fauna, in particolare sui cetacei, interferendo con i loro sistemi di comunicazione e orientamento. Durante la conferenza “Noise Cleanup: diportisti alleati del progetto Interreg UNDERSEA contro l’inquinamento acustico marino”, è stato illustrato l’approccio innovativo del progetto, che punta sul coinvolgimento attivo dei cittadini e di chi vive il mare quotidianamente. Iole Leonori (CNR IRBIM) ha approfondito la natura del rumore subacqueo, identificandone le fonti principali e spiegando come la raccolta di dati partecipata sia fondamentale per una gestione efficace del fenomeno nel Mare Adriatico. La dottoranda FishMed Greta Di Martino (UniBo-CNR IRBIM) ha presentato l’applicazione dedicata ai diportisti. Questo strumento tecnologico permette agli utenti di segnalare dati utili, trasformando ogni imbarcazione in una sentinella dell’ambiente marino. L’incontro, moderato da Alice Pari (Fondazione Cetacea), ha visto anche la partecipazione attiva di Antonio Palermino e Samuele Menicucci (CNR IRBIM). L’iniziativa rappresenta un esempio virtuoso di come tecnologia, ricerca scientifica e passione per il mare possano convergere. Grazie al contributo dei diportisti e delle comunità costiere, il progetto UNDERSEA mira a ridurre l’impatto acustico e a garantire un futuro più silenzioso e sicuro per le specie marine.

Attività progetto MITICA

Proseguono tra Lesina e Ancona le attività del progetto MITICA – Mitilicoltura Integrata per la Tutela, l’Innovazione e la Capacità di adattamento al cambiamento climatico ed Ambientale che mira a salvaguardare la mitilicoltura di Taranto, messa a rischio dalle ondate di calore e dalla mancanza di ossigeno nelle acque. Attraverso l’innovazione scientifica e il monitoraggio avanzato, si cercano soluzioni per aumentare la resilienza delle cozze ai cambiamenti climatici. L’iniziativa promuove inoltre la sostenibilità ambientale e l’economia circolare nel Mar Piccolo. IRBIM è attivamente coinvolto in diverse linee di ricerca cruciali per il successo del progetto.

L’Azione 1A del Task 1 (Responsabili: R. Carlucci di CONISMA A. Miccoli del CNR-IRBIM Ancona) consiste in un esperimento di Heat-Hardening per lo studio della resistenza termica dei mitili.

L’Azione 1B del Task 1 (Responsabile A. Specchiulli del CNR-IRBIM Lesina) riguarda una sperimentazione in vitro dello stress indotto dalla carenza di ossigeno su mitili ed ha come obiettivo principale quello di analizzare gli effetti di ipossia su Mytilus galloprovincialis, con particolare attenzione alle risposte biologiche misurabili attraverso biomarcatori di stress ossidativo. Sono state allestite nei laboratori del CNR-IRBIM di Lesina dal team composto da A. Specchiulli, T. Scirocco, P. Augello, P. Schiavone, C. Sacchetti e A. D’Amore, delle vasche in cui i campioni, raccolti nel Mar Piccolo di Taranto e selezionati per dimensione, sono stati sottoposti a un periodo di stabulazione di alcuni giorni, necessario per consentire l’acclimatazione alle condizioni sperimentali. Successivamente sono stati trasportati nello stabulario a Orbetello, per l’avvio del test di esposizione a stress ipossico e analisi dei biomarcatori di stress ossidativo.

L’Azione 3 del Task 1 (Responsabile A. Spagnolo e Co-referente F. Donato del CNR-IRBIM Ancona) è volta alla valutazione dello stato fisiologico e gonadico degli animali. Le ricercatrici A. Spagnolo e Fortunata Donato, assieme a L. Angeletti e A. Basho, effettuano analisi biologiche con cadenza stagionale presso i laboratori CNR-IRBIM Lesina. Questa attività permetterà di comprendere come i fattori ambientali influenzano crescita e riproduzione e contribuirà ad acquisire dati fondamentali per una gestione più sostenibile della mitilicoltura nel Mar Piccolo.

L’Azione 3 del Task 2 (Responsabile A. Specchiulli e Co-referente T. Scirocco) è volta a mostrare il ruolo dei bivalvi come «carbon sink» naturali e analizzare come il cambiamento climatico influisca sulla loro capacità di calcificazione. In particolare, il team del CNR-IRBIM di Lesina studia come e in quale percentuale gli ioni carbonato vengono immagazzinati nei gusci di mitili sottoposti a stress.

Progetto EM4SSF per monitorare la piccola pesca in Europa

Febbraio 2026. Raggiunti i primi milestones del progetto EM4SSF-Enhancing Monitoring for Sustainable Small-scale Fisheries per migliorare, attraverso l’integrazione di tecnologie geospaziali avanzate e la cooperazione internazionale, la conoscenza sulla pesca su piccola scala (Small-Scale Fisheries, SSF), un settore fondamentale ma spesso caratterizzato da dati limitati,
EM4SSF si concentrerà su cinque casi studio: Italia, Spagna, Portogallo, Danimarca e Grecia con i quali sarà promosso un quadro comune per la raccolta, validazione e l’elaborazione dei dati e facilitato lo scambio di informazioni tra istituti di ricerca e regioni anche al fine di supportare l’adozione di sistemi avanzati di tracciamento, in piena linea con il nuovo Regolamento UE 2023/2842. Per seguire da vicino i progressi del progetto è stata attivata la newsletter del progetto. Ecco il link per le iscrizioni

Un commosso addio alla Professoressa Serena Fonda Umani

È con profonda tristezza che l’Istituto di Ricerca per le Risorse e le Biotecnologie Marine (IRBIM) e l’intera comunità scientifica salutano la Professoressa Serena Fonda Umani, già Ordinario presso l’Università degli Studi di Trieste. La sua dipartita lascia un grande vuoto nel panorama della ricerca marina nazionale e internazionale, e in tutti coloro che hanno avuto l’onore di conoscerla e collaborare con lei. La Professoressa Fonda Umani è stata una scienziata di eccezionale competenza e di fama indiscussa nel campo dell’Ecologia Microbica marina. La sua dedizione all’indagine scientifica l’ha portata ad essere una delle prime donne pioniere nell’oceanografia italiana, imbarcandosi in spedizioni che l’hanno vista operare dal Mar Mediterraneo fino all’Antartide. Oltre alla sua ricca produzione scientifica, la Professoressa Fonda Umani è stata un punto di riferimento per l’intera comunità grazie alla sua condotta sempre improntata a lealtà, integrità ed etica professionale, doti che hanno arricchito ogni contesto lavorativo e l’hanno resa un modello per le generazioni future. Solo pochi mesi fa, la comunità scientifica aveva avuto il privilegio di renderle omaggio con un Premio alla Carriera in occasione del Forum della Biodiversità organizzato dal NBFC – National Biodiversity Future Center a Milano. In questo momento di dolore, l’IRBIM desidera ricordarla attraverso le sue stesse parole e la sua passione, condividendo questa intervista rilasciata alcuni anni fa con la quale lei stessa racconta con lucidità e amore la bellezza dell’essere biologa marina e l’importanza cruciale dello studio dell’infinitamente piccolo nei nostri mari e oceani.

Convegno ISPRA: il Mare per il benessere comune

Il 20 novembre 2025 l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha riunito a Roma, presso il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, esperti, istituzioni e rappresentanti politici per il convegno “ISPRA: il Mare per il benessere comune“. L’evento si è svolto nell’Auditorium del MAXXI, offrendo una splendida cornice e rafforzando il legame tematico con l’ambiente marino: la giornata è stata infatti sviluppata anche a partire dalla collaborazione nata per la realizzazione dell’installazione ENTRATE: Nacho Carbonell, Memory, in practice, che ha accolto i partecipanti e  i visitatori del Museo e in cui reti recuperate dal Mediterraneo e tronchi d’albero trovano una seconda vita artistica. Il convegno è stato articolato in cinque sessioni tematiche: conoscere lo stato di salute dei mari, proteggere la biodiversità, l’economia blu, il principio One Health, raccontare il mare ed ha offerto una piattaforma fondamentale per definire strategie condivise per un futuro sostenibile del nostro Mediterraneo. Le conclusioni sono state affidate a Luigi Ricci direttore di ISPRA. IRBIMè stato protagonista in due momenti chiave della giornata, a testimonianza del suo impegno nella ricerca e nella divulgazione. Il direttore Gian Marco Luna ha preso parte al panel intitolato “Economia blu: sostenibilità e innovazione per il futuro del mare“. Il dibattito si è concentrato su temi cruciali come Pesca, Acquacoltura, Bioeconomia, energie rinnovabili e clima, sottolineando il ruolo della ricerca scientifica per guidare la crescita sostenibile delle attività economiche legate al mare. Inoltre, il Prof. Donato Giovannelli dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, associato IRBIM, è intervenuto durante il panel dedicato alla comunicazione e chiamato appunto “Raccontare il Mare“. Il panel, moderato da Donatella Bianchi (RAI), ha posto l’attenzione sulla comunicazione scientifica e l’educazione ambientale per il Mare, evidenziando come la divulgazione sia fondamentale per sensibilizzare il cittadino sui temi della tutela e della salute degli ecosistemi marini.

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