In ricordo di Marino Vacchi

Lo scorso 11 giugno, all’età di 74 anni è mancato a Genova Marino Vacchi. È stato un fine ittiologo, ricercatore accurato, formato alla scuola genovese della biologia marina italiana.

Marino, sotto la guida di Dino Levi, ed insieme a Alvaro Abella, Patrizia Jereb, Sergio Ragonese e Franco Andaloro, ha costituito al CNR di Mazara del Vallo uno dei nuclei fondanti della biologia della pesca italiana, sviluppando sin dal 1985 gli approcci basati su campagne di pesca sperimentale, i trawl surveys, e la dinamica di popolazione per valutare lo stato delle risorse demersali della pesca italiana.

Uno dei suoi primi lavori a Mazara sulla maturità sessuale del gambero rosso Aristaeomorpha foliacea nello Stretto di Sicilia, scritto insieme a Dino Levi, ma in cui è riconoscibile il background scientifico maturato a Genova, è ancora un utile riferimento per la tematica in Mediterraneo. Ha partecipato alle prime campagne di pesca nello Stretto di Sicilia sin dalla primavera del 1985, contribuendo alla costituzione della serie storica sulla distribuzione, abbondanza e demografia delle risorse demersali tra le più importanti del Mediterraneo.  Un altro nucleo fondante, maggiormente orientato verso le risorse pelagiche e la tecnologia della pesca, è stato quello di Ancona. Entrambe le sedi, confluite nell’Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine (IRBIM) costituiscono attualmente elementi portanti delle scienze della pesca in Mediterraneo.

L’esperienza maturata a Mazara del Vallo in questa prima fase della sua carriera professionale ha fornito a Marino un’importante occasione per approfondire le conoscenze sugli elasmobranchi già maturate sin dai tempi della tesi di laurea su un piccolo squalo batiale, Etmopterus spinax. Con il tempo Marino è diventato uno dei maggiori esperti di elasmobranchi in Mediterraneo. È stato co-autore della RedList italiana dei pesci cartilaginei, ha dato il suo fondamentale apporto alla compilazione della checklist dei condroitti dei mari italiani ed ha contribuito alle azioni di conservazione di questi pesci vulnerabili alla pressione di pesca sotto l’egida dell’International Union for the Conservation of the Nature (IUCN).

Lasciato il CNR, ha lavorato presso l’ICRAM, partecipando sin dalle prime spedizioni al Programma Nazionale di Ricerche in Antartide e partecipando attivamente allo studio della biologia degli organismi antartici, con particolare riferimento ai pesci, anche in collaborazione con ricercatori della sede di Ancona di CNR IRBIM. Negli ultimi anni Marino ha lavorato come associato CNR presso l’Istituto per lo studio degli impatti Antropici e Sostenibilità in ambiente marino (IAS) a Genova. Spinto da una genuina curiosità naturalistica e da un profondo amore per il mare, in aggiunta a queste importanti specifiche linee di ricerca che lo hanno visto protagonista, Marino ha collaborato con numerosi ricercatori di diverse discipline tutte legate alla biologia ed ecologia marina, come testimoniato dalla sua vasta produzione scientifica e divulgativa.

Con la sua scomparsa, abbiamo perduto un collega capace sia di accurate indagini specialistiche che di approcci multidisciplinari alle dinamiche degli ecosistemi marini.

A cura di Pietro Rizzo, Fabrizio Serena, Sergio Vitale, Fabio Fiorentino

Forum Nazionale della Biodiversità organizzato dal National Biodiversity Future Center (NBFC)

Nelle giornate 20, 21 e 22 maggio si è tenuto il Forum Nazionale della Biodiversità, organizzato dal National Biodiversity Future Center (NBFC). Ospiti dell’Università di Palermo, oltre 600 ricercatrici e ricercatori di tutta Italia si sono confrontati su temi sensibili quali la riqualificazione delle aree degradate, la conservazione della natura, il rapporto tra natura e benessere e lo sviluppo di strumenti efficaci per prevenire la perdita della biodiversità.  Lo scopo ultimo del NBFC è infatti conservare, ripristinare, monitorare e valorizzare la biodiversità italiana e mediterranea. Nelle due giornate, le sessioni plenarie hanno accolto le relazioni di ricercatori italiani esperti sulle seguenti tematiche: Lo stato della biodiversità in Italia, Minacce alla biodiversità, Specie Invasive e endemiche, Ripristino della Biodiversità, Tecnologie innovative per il Monitoraggio della biodiversità. Ad esse sono seguite le presentazioni di 5 minuti di una selezione di poster. Inoltre, in sessioni parallele si sono svolte tavole rotonde su Valorizzazione della biodiversità: Bioprospezione per la salute umana e Biodiversità per le attività produttive; Ricerca e innovazione in biodiversità in NBFC; e tavoli tecnici su: Conservation, Citizen Citizen Science e Biodiversity Expert. Nella fase finale sono stati consegnati dei premi come “riconoscimento alla carriera” per scienziati e scienziate di chiara fama, sono stati premiati i 15 migliori poster e consegnati i riconoscimenti ai capi degli 8 Spoke tra cui il Direttore IRBIM Gian Marco Luna, capo dello Spoke 2 insieme alla collega Prof.ssa Maria Chiara Chiantore.  Presenti all’evento anche la presidente del CNR Maria Chiara Carrozza, i responsabili delle sedi IRBIM Luca Bolognini e Sergio Vitale e diversi ricercatori IRBIM dalle sedi di Mazara Del Vallo, Ancona e Messina. Durante le giornate la comunità scientifica italiana ha condiviso i risultati più significativi delle ultime ricerche sul tema della biodiversità e davanti agli oltre 300 poster si sono tenuti ricchi scambi di esperienze e possibili collaborazioni. Infine nella giornata del 22 Maggio, riconosciuta a livello mondiale come “International day for Biological Diversity”,  è stato presentato il Gateway della biodiversità, una porta di accesso e connessione dedicato al supporto della progettazione di concrete collaborazioni scientifiche e tecnologiche internazionali che riguardino il Mediterraneo. Tra i promotori del Gateway – NBFC oltre all’Università di Palermo e l’Arpa, il CNR riveste un ruolo fondamentale in quanto coordinatore del progetto.  É possibile rivedere l’evento sul canale dell’NBFC e trovare il programma dettagliato, il materiale informativo e i poster presentati sulla pagina di NBFC dedicata al Forum Nazionale della Biodiversità 2024.

Programma Nazionale Raccolta Dati Alieutici

Il Programma Nazionale Raccolta Dati Alieutici (PNRDA), di cui IRBIM CNR è coordinatore, prevede la raccolta e gestione dei dati biologici, ambientali, tecnici e socioeconomici necessari ai fini della gestione della pesca. È formulato ai sensi della legislazione comunitaria di riferimento, che istituisce un quadro comunitario per la raccolta, la gestione e l’uso di dati nel settore della pesca e un sostegno alla consulenza scientifica relativa alla politica comune della pesca (Data Collection Framework – Regulation (EU) 2017/1004). L’acquisizione e la gestione di tali dati beneficiano del finanziamento a titolo del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP). Lo scopo fondamentale di questo Programma è fornire all’amministrazione nazionale ed a quella europea, nonché agli organismi di gestione della pesca a livello regionale come la Commissione Generale della Pesca nel Mediterraneo (GFCM) e la Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno Atlantico (ICCAT), dati biologici, ambientali, tecnici e socio-economici e strumenti adeguati per intraprendere interventi di programmazione ed adottare misure di gestione in linea con la Politica Comune della Pesca (PCP). I dati da raccogliere coprono un ampio ventaglio di tematiche (biologiche, tecniche, ambientali e socioeconomiche) ed attività (pesca professionale, ricreativa, sportiva e diverse tipologie di attrezzi e modalità da pesca). Il piano di lavoro include le procedure ed i metodi da utilizzare per la raccolta e l’analisi dei dati nonché per la stima della loro accuratezza e precisione. I protocolli e i metodi di raccolta e di monitoraggio dei dati sono conformi alle norme di qualità stabilite dagli organismi scientifici internazionali e dalle organizzazioni regionali di gestione della pesca.

Per l’annualità 2024 l’avvio al programma è stato dato attraverso il Kick off meeting che si è svolto, presso la Sala Marconi della sede centrale del Cnr. Durante il meeting sono state presentate le attività previste per l’anno 2024 e alcune procedure tecniche-amministrative della Raccolta Dati; si è discusso inoltre della strutturazione del lavoro in Gruppi di Lavoro tematici. Al meeting di Roma hanno partecipato rappresentanti del Cnr-Irbim dalle sedi di Ancona, Messina e Mazara del Vallo, tra cui il Direttore Gian Marco Luna e il coordinatore del PLNRDA Enrico Arneri, della sede di Ancona. Presenti in sala per i saluti iniziali la Presidente del Cnr Maria Chiara Carrozza, il Direttore del Dipartimento scienze del sistema Terra e tecnologie per l’ambiente (Cnr-Dsstta) Fabio Trincardi, e la Dirigente del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) Maria Vittoria Briscolini. Presenti anche numerosi rappresentanti dei partner del programma, quali AGER-Coldiretti, CIBM, Cnr-Ias, Cnr-Irea, Cnr-Irpps, COISPA, CONISMA, Federpesca, NISEA, Oceanis, Retemare e UNIMAR.

Simposio “Cambiamento della Biodiversità nell’ Antropocene: priorità nella ricerca”

Nelle giornate del 10 e 11 aprile 2024 presso il Fano Marine Center si è tenuto il Simposio “Cambiamento della Biodiversità nell’Antropocene: priorità nella ricerca”, un proficuo momento di incontro tra gli esperti che si occupano di biodiversità in Italia, sia in ambito terrestre che acquatico. La keynote lecture di Grégoire Dubois, responsabile del Knowledge Centre for Biodiversity (KCBD), Joint Research Centre della Commissione Europea, Ispra (VA) ha introdotto il tema del “Reverting biodiversity loss by 2030: all for one policy and one for all policies!“. Si sono quindi susseguite 46 comunicazioni orali articolate su due giorni e in tre sessioni: gli esempi del cambiamento; le previsioni del cambiamento; gli strumenti, le azioni e la gestione del cambiamento (monitoring, predicting, managing and young perspectives). Una specifica sessione, il “PhD spot”, è stata dedicata ai dottorandi finanziati e co-finanziati dal Consiglio Nazionale delle Ricerche per consentire anche ai più giovani tra i ricercatori di confrontarsi sul tema chiave del cambiamento della Biodiversità. Le comunicazioni poster hanno raggiunto il totale di 78 contributi anche essi articolati nelle tre sessioni. Nell’ottica della condivisione completa dei contenuti, la pagina web del simposio contiene: l’agenda dettagliata, la registrazione dell’evento e di tutte le comunicazioni scientifiche orali e da essa è possibile consultare anche tutti i poster presentati al simposio. L’organizzazione è stata a cura del Gruppo di Lavoro (GdL) Biodiversità del CNR e dal CNR-IRBIM di Ancona in collaborazione con il Fano Marine Center, Lifewatch Italia ed il National Biodiversity Future Center. In particolare, per il CNR –IRBIM al comitato organizzatore hanno partecipato Ernesto Azzurro, Sara Bonanomi, Pierluigi Strafella, Marina Chiappi,Fabrizio Moro, Paolo Scarpini, Rocco de Marco, Andrea Miccoli e Mattia Betti. L’evento ha riscosso una grandissima partecipazione con un totale di circa 200 partecipanti in presenza e ben oltre 50 collegamenti da remoto, che hanno avuto modo di confrontarsi sui cambiamenti della biodiversità, intervenendo con domande durante le comunicazioni orali e confrontandosi nella sessione poster aperta in modo permanente nella hall del Fano Marine Centre. La strategia del simposio inoltre prevedeva fin dal momento dell’iscrizione, la raccolta di proposte individuali per migliorare le attività di ricerca sui cambiamenti della biodiversità; tali proposte sono state quindi sottoposte a una vera e propria valutazione da parte di tutti gli iscritti al congresso con votazione in tempo reale. Anche i tavoli tematici sono serviti per elaborare le conclusioni delle singole sessioni e tutte queste esperienze di condivisione e dibattito confluiranno in una lista di raccomandazioni concrete per dare priorità alla ricerca sulla biodiversità. Interrogarsi sullo stato di salute del Pianeta e progettare concretamente la protezione delle risorse naturali sono responsabilità che tutti gli organizzatori e i partecipanti al simposio hanno dimostrato di sentire concretamente. Per maggiori informazioni e aggiornamenti, si consiglia di consultare la pagina del simposio. Photo Courtesy by Fabrizio Lecce (CPM – Centro di Produzione Multimediale – Università del Salento e LifeWatching).

 

 

 

Partecipazione di IRBIM al FISHFORUM 2024

Il CNR-IRBIM ha partecipato al secondo Forum on Fisheries Science in the Mediterranean and the Black Sea (FishForum),  il più grande incontro scientifico dedicato alla pesca e alle questioni ad essa correlate. Il FishForum ha lo scopo di promuovere la discussione e la cooperazione tra scienziati e responsabili politici per la produzione di pareri scientifici, al fine di plasmare meglio il futuro della pesca nel Mediterraneo e nel Mar Nero e far progredire la regione verso gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite. I ricercatori del CNR IRBIM di Mazara del Vallo Sergio Vitale (Oral presentation) e Umberto Grande (Oral presentation) e di Ancona Alessandro Lucchetti (Oral presentation), Daniel Li Veli (Oral presentation) e Pamela Lattanzi (Poster) si sono uniti agli oltre 400 partecipanti per discutere di ricerca sulla pesca sotto diverse prospettive: oceanografiche, sociali ed economiche, per una gestione efficace della pesca. Tra i colleghi che hanno partecipato al Fishforum anche Enrico Arneri che ha partecipato alla tavola rotonda “Expert roundtable: Fisheries research in the Mediterranean and the Black Sea”. I loro contributi scientifici sono stati ampiamente apprezzati dalla comunità scientifica presente all’evento. Tre sono stati i temi centrali dell’evento: una migliore scienza per una migliore consulenza, mari sani e pesca sostenibile e innovazione economica e tecnica. Oltre a questi, un argomento centrale è stato il cambiamento climatico, una questione di enorme importanza per la pesca ovunque, e in particolare in una regione che si sta riscaldando il 20% più velocemente della media globale.  Diversi relatori hanno affrontato aspetti chiave dell’argomento, tra cui come aumentare la conoscenza degli effetti del riscaldamento degli oceani sulla pesca regionale e le potenziali strategie di adattamento disponibili. In particolare, è stato raggiunto un accordo per la creazione di una rete di esperti di clima dedicata alla pesca nel Mediterraneo e nel Mar Nero. Da questo LINK è possibile accedere al programma e ai contenuti del forum.
Infine Jade Millot, una dottoranda francese sotto la supervisione della collega di IRBIM Mazara del Vallo Valentina Lauria, ha vinto per la migliore presentazione nella categoria “Early career scientist” con una comunicazione orale dal titolo “Vulnerable marine ecosystem conservation and spatial planning in the Mediterranean”.

Giornata “Gaia Blu: una infrastruttura al servizio della comunità scientifica marina”

Il 15 febbraio 2024 si è tenuta la giornata “Gaia Blu: una infrastruttura al servizio della comunità scientifica marina” presso la sala Marconi del CNR Centrale, dedicata interamente alla nuova nave di ricerca in dotazione al CNR. Durante la giornata si sono susseguiti numerosi interventi; è stato presentato in dettaglio l’allestimento della nave, la strumentazione di bordo, le prime esperienze di campagne condotte nel Meditarraneo, le prospettive di ricerca e l’assetto gestionale. Il Direttore del Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente (DSTTA), Fabio Trincardi ha ripercorso le tappe principali della preparazione della nave Gaia Blu, un vero e proprio gioiello tecnologico, un tempo nave FALKOR ricevuta in donazione dallo Schmidt Ocean Institute (SOI). Le modifiche implementate rendono la Gaia Blu una nave adatta ad operare in acque oceaniche. Durante la prima crociera Jamme Gaia è stato effettuato un rilievo confrontabile con uno di circa vent’anni prima da ricercatori e tecnologi del CNR che consentirà di valutare l’evoluzione delle strumentazioni sul piano tecnologico e l’evoluzione del fondale sotto la spinta di processi naturali, presso il golfo di Napoli. Mentre la campagna PIONEER: Processes in the IONian Sea: Exploring, Experimenting, Researching è stata dedicata al Mar Ionio e ha permesso di testare la strumentazione di bordo; il dettaglio dei numerosi test sarà presto disponibile su una pagina dedicata alla nave. È stato dato spazio alla problematica di acquisire nuova strumentazione, e in particolare un ROV- Remotely Operated Vehicle, per il cui acquisto occorre una attenta e partecipata valutazione; e sull’importanza, necessità, opportunità e anche, ovviamente, complessità della gestione Conto Terzi della Nave. Molto importante la riflessione sull’effettiva necessità di disporre di almeno un’altra nave di minori dimensioni per ricreare la flotta navale del CNR e per supportare tutte le necessità di ricerca degli Istituti marini dell’Ente; le considerazioni di natura economica e il confronto con i Centri di Ricerca Europei dedicati al mare sono state puntualmente argomentate da Andrea Miccoli, del CNR-IRBIM. Sempre per il CNR-IRBIM, nelle attività della Gaia Blu sono coinvolti, i colleghi Andrea Berardinelli ed Emilio Notti. Gli interventi e la partecipazione alla giornata hanno dimostrato che tutti i ricercatori coinvolti nelle attività della nave Gaia Blu hanno svolto un servizio cruciale per la crescita dell’Ente con grande generosità. È stata, infine, annunciata la conclusione della selezione delle candidature aperta a dicembre per i gruppi di lavoro , con un totale di 38 richieste pervenute e la formazione dei seguenti gruppi: 1. Gestione del processo di accesso alla nave, 2. Logistica ed Investimenti, 3. Gestione dati, 4. Comunicazione e outreach. Qui è possibile scaricare il programma dell’interna giornata.

Campagna annuale MEDITS

Si è appena conclusa la campagna annuale MEDITS (International bottom trawl survey in the Mediterranean) con lo scopo di ottenere informazioni di base sullo stato biologico della maggior parte degli stock ittici demersali a scala globale nel Mar Mediterraneo, attraverso indagini sistematiche con reti a strascico. Il progetto è nato nel 1994 nell’ambito della cooperazione tra diversi istituti di ricerca di quattro Stati membri del Mediterraneo (Francia, Grecia, Italia e Spagna) dell’Unione Europea. Nel corso del tempo, fino all’avvento del quadro europeo per la raccolta e la gestione dei dati sulla pesca, al progetto MEDITS si sono aggiunti nuovi partner provenienti da Slovenia, Croazia, Albania, Montenegro, Malta e Cipro. Il presente programma è stato concepito con i seguenti scopi fondamentali: (i) contribuire alla caratterizzazione delle risorse della pesca di fondo nel Mediterraneo in termini di distribuzione della popolazione (indici di abbondanza relativa) e di strutture demografiche (distribuzioni di lunghezza), (ii) fornire dati per la modellizzazione della dinamica delle specie studiate. L’obiettivo generale era, ed è, quello di condurre una campagna scientifica di pesca a strascico comune nel Mediterraneo in cui tutti i partecipanti utilizzassero gli stessi attrezzi, lo stesso protocollo di campionamento e la stessa metodologia. Questi protocolli sono stati definiti tenendo conto delle caratteristiche delle aree coperte dalla prima indagine, ma anche in modo da consentire facilmente un allargamento del programma ad altre aree del Mediterraneo. Essi comprendono la progettazione dell’indagine, gli strumenti di campionamento (caratteristiche e manipolazione), le informazioni raccolte, la gestione dei dati fino alla produzione di analisi comuni standardizzate dei dati. L’IRBIM CNR è coinvolto in questo programma con due delle sue sedi, rispettivamente l’IRBIM CNR di Mazara del Vallo per la GSA16 (Geographical sub-area South of Sicily) e l’ IRBIM CNR di Messina per la GSA 10 (Geographical sub-area South and central Tyrrhenian sea), nell’ambito del Piano di Lavoro Nazionale di Raccolta Dati Alieutici 2023 per lo studio delle risorse demersali e per valutare la sopravvivenza post-cattura di selaci e pesci ossei.

 

Conferenza di Dipartimento DSSTTA a Roma

Il 12 dicembre 2023 si è tenuta la Conferenza del DSSTTA – Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente, presso la Sala Convegni del CNR centrale. Alla presenza di oltre 300 ricercatori e di altrettanti colleghi e colleghe presenti da remoto, il Direttore Fabio Trincardi ha presentato le missioni e le linee di ricerca dei vari Istituti afferenti al Dipartimento, sottolineandone il valore scientifico e il forte impatto che essi hanno, hanno avuto e soprattutto devono fortemente mantenere nella creazione di conoscenza scientifica, nel trasferimento alla società civile e nell’impatto sulle politiche decisionali. La giornata è stata molto intensa: ricca di contenuti scientifici, di resoconti e di risultati delle ricerche, del loro valore economico e piena anche di considerazione di esperti e di suggestioni e ipotesi scientifiche per il prossimo futuro. Per il CNR-IRBIM, Enrico Arneri ha presentato il Programma Nazionale sulla Raccolta Dati Alieutici, partendo dalla sua origine in risposta a un precisa necessità legislativa, quantificandone il contributo economico e infine suggerendo miglioramenti al programma. Si è parlato poi dell’impatto che il PNRR- Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha avuto nella creazione di veri e propri Centri Nazionali per la ricerca di frontiera, tra cui appunto il NBFC – National Biodiversity Future Centre, in cui il CNR-IRBIM è fortemente coinvolto nel suo ruolo di coordinatore dello Spoke 2, del Gateway Biodiversità, di Itineris – Italian Integrated Environmental Research Infrastructures System, per il rafforzamento delle infrastrutture di ricerca. Molto dinamica la sessione dedicata ai 10 Gruppi di Lavoro, in cui seppur brevemente sono state presentate le attività di ricerca trasversali, multidisciplinari e innovative dei gruppi creati spesso attorno a tematiche di urgente carattere ambientale, dalla Siccità al Ciclo del Carbonio, dal Paleoclima alle Geoscienze Planetarie. La Presidente, Prof.ssa Maria Chiara Carrozza, è intervenuta parlando del piano di rilancio del CNR in funzione dei settori disciplinari ERC-European Research Council e delle sue prospettive. Le sessioni “Coordinamento progetti e dimensione internazionale” e “Keynote” sono state incrociate presentando i ricercatori del CNR protagonisti di rilevanti esperienze all’estero, o ancora i ricercatori stranieri accolti dal CNR e infine presentando importanti argomenti di ricerca di avanguardia sulle grandi tematiche di Terra, Fuoco, Acqua e Clima. In tarda serata, la giornata è stata chiusa nuovamente dal Direttore Trincardi che ha difeso l’attuale compagine del Dipartimento, dimostrando con argomenti scientifici e, soprattutto dopo una giornata straordinariamente ricca di contenuti, il grande peso che le attività del Dipartimento giocano a livello nazionale e internazionale. Approfondimenti, programma completo e materiale alla pagina dedicata della conferenza di dipartimento.

“Attenti a quei 4!” La campagna di Citizen Science di IRBIM CNR ed ISPRA per l’avvistamento di specie aliene nel Mediterraneo

Nel video l’ultimo avvistamento, lungo le coste calabresi, del Pesce Scorpione che sulle pinne dorsale, anale e pelviche presenta spine velenose, molto lunghe e sottili. Queste le prime immagini video che ne testimoniano la presenza della specie nei mari italiani.

Il Pesce scorpione è una delle specie più invasive al mondo. Il video è stato realizzato in Calabria nell’ambito della campagna di citizen science Attenti a quei 4! promossa da Ispra e IRBIM CNR per l’avvistamento di specie aliene nel Mediterraneo, in collaborazione con il progetto AlienFish.
ISPRA e CNR-IRBIM ricordano la campagna congiunta tra i due istituti, in collaborazione con il progetto Alien Fish.

 

Nasce il Centro Nazionale di Biodiversità finanziato dal PNRR

Ridurre la perdita di biodiversità del 30% e recuperare per almeno il 15% gli equilibri ecosistemici mediante azioni di ripristino ecologico degli habitat entro il 2030. Questi sono solo alcuni degli obiettivi del National Biodiversity Future Centre, un progetto coordinata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), che coinvolge 48 enti e università partner, per un totale di oltre 1300 ricercatori e qualche centinaio di neoassunti. L’ambizioso progetto prevede un finanziamento di oltre 320 milioni di euro per i primi tre anni (2023-2025), stanziati nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). La proposta mira a mettere in campo la più poderosa iniziativa di ricerca e innovazione sulla biodiversità mai tentata in Italia, e si fonda su una sinergia tra Università, enti di ricerca, fondazioni e imprese.

Il Centro sarà strutturato secondo l’impostazione Hub&Spoke, con un punto centrale in Sicilia, presso l’Università degli Studi di Palermo, e otto nodi distribuiti su tutto il territorio nazionale. “L’atto formale di costituzione del Centro è un passo decisivo – commenta Maria Chiara Carrozza, presidente Cnr – conquistato grazie al grande lavoro di tutti i partner coinvolti e delle alte professionalità messe in campo. Il Centro potrà rappresentare, negli anni a venire, un punto di riferimento per la comunità globale, chiamata a reagire ed agire di fronte alle imponenti sfide imposte dal cambiamento climatico. Quello cui puntiamo è un obiettivo ambizioso e altamente significativo per il comparto della ricerca, con ricadute positive sul ruolo del nostro Paese sulla scena internazionale e sulle azioni di rilancio dell’economia nazionale”. La biodiversità, spiegano gli esperti, svolge un ruolo cruciale nel funzionamento di tutti gli ecosistemi del Pianeta e la conseguente fornitura di beni e servizi, con un impatto diretto sul benessere della collettività e del singolo. Emerge pertanto la necessità di agire sui diversi livelli di organizzazione biologica che comprendono i processi, le funzioni e le interazioni essenziali tra gli organismi e il loro ambiente.

 

Il NBFC nasce con la finalità di aggregare la ricerca scientifica nazionale di eccellenza e le moderne tecnologie per supportare interventi operativi volti a monitorare, preservare e ripristinare la biodiversità negli ecosistemi marini, terrestri e urbani della Penisola. Scopo del Centro sarà inoltre quello di fornire strumenti innovativi ed efficaci ai decisori politici per contrastare l’erosione della biodiversità (conservazione e ripristino. L’Hub e i nodi mirano inoltre a quantificare i servizi ecosistemici e realizzare azioni volte alla conservazione e ripristino della biodiversità in tutto il Mediterraneo, a individuare soluzioni tecnologiche innovative per raggiungere i target del Green Deal legati alla capacità di sequestro di carbonio e ai principi dell’economia circolare. Allo stesso tempo, l’infrastruttura contribuirà a formare una nuova classe di ricercatori con competenze multidisciplinari e a rendere l’Italia un nodo di riferimento per lo studio e la conservazione della biodiversità, creando consapevolezza nella società civile riguardo l’importanza di valorizzare la biodiversità.

Sono coinvolti, in qualità di partner, oltre al Cnr: l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, la Stazione Zoologica Anton Dohrn, il Politecnico di Milano, l’Università degli Studi del Molise, l’Università degli Studi della Tuscia, l’Università degli Studi di Firenze, l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, l’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Università degli Studi di Palermo, l’Università degli Studi di Pavia, l’Università degli Studi di Roma La Sapienza, l’Università degli Studi di Sassari, l’Università degli Studi di Salerno, l’Università degli Studi di Siena, l’Università degli Studi di Udine, l’Università degli Studi di Verona, l’Università degli Studi Roma Tre, l’Università del Salento, l’Università di Bologna. l’Università di Genova, l’Università di Padova, l’Università Politecnica delle Marche, l’Università di Torino, Aboca SPA Società Agricola, CINECA, CMCC – Centro euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, CORILA, CREA Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, Dompé farmaceutici S.p.A., ENEA, ENEL, ERSAF – Ente di Ricerca Scientifica ed Alta Formazione, Fondazione CIMA – Centro Internazionale in Monitoraggio Ambientale, Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, Fondazione IMC Centro Marino Internazionale ONLUS, Fondazione Ri.MED, FS Sistemi Urbani, HUMANITAS UNIVERSITY, Infrastrutture S.p.A., Innomed srl, Istituto Italiano di Tecnologia, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Novamont S.p.A., Università Campus Bio-Medico di Roma, Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento Sant’Anna e Università Cattolica del Sacro Cuore.

IRBIM CNR partecipa al Centro con il contributo di oltre 50 ricercatori e ricercatrici dalle quattro Sedi, con ricerche sulla pesca e l’acquacoltura sostenibili, la microbiologia marina e la biodiversità.

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