National Coordination Meeting e sessione plenaria del Programma di Lavoro Nazionale Raccolta Dati Alieutici (PLNRDA)

Il 31 marzo si è tenuto a Roma, nella Sala Convegni del Consiglio Nazionale delle Ricerche, il National Coordination Meeting e la sessione plenaria del Programma di Lavoro Nazionale Raccolta Dati Alieutici (PLNRDA) per il 2026.

Il PLNRDA è un programma finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) tramite il Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura (FEAMPA), ed è realizzato da un Raggruppamento Temporaneo di Imprese composto da CNR, CIBM, CoNISMA, COISPA, NISEA, OCEANIS, FEDERPESCA R&S, AGER, RETEMARE e UNIMAR, coordinato da CNR-IRBIM in qualità di mandataria.

Attraverso il PLNRDA, il MASAF ottempera agli obblighi previsti dal Data Collection Framework (DCF) Regulation, che disciplina la raccolta di dati sulla pesca e l’acquacoltura nell’Unione Europea.

Alla riunione hanno partecipato circa 180 persone, di cui 130 in sala e 50 in collegamento streaming, appartenenti ai partner del Raggruppamento Temporaneo di Imprese e ad altri enti interessati. In rappresentanza del MASAF erano presenti la Direttrice Generale, Graziella Romito, e la Corrispondente Nazionale, Maria Vittoria Briscolini; per la Commissione Europea, Raluca Ivanescu, Head of Unit DG MARE C3; per la Commissione Pesca per il Mediterraneo (FAO-GFCM), Elisabetta Morello, Senior Fishery Officer; e per il CNR, il Direttore dell’Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine (CNR-IRBIM), Gian Marco Luna, e il Direttore del Dipartimento di Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente, Francesco Petracchini.

L’incontro si è svolto per l’intera giornata, concludendosi verso le 17:00. Sono state presentate numerose relazioni che hanno toccato vari aspetti del PLNRDA, dai campionamenti biologici alle campagne di pesca sperimentali in mare, riportando i risultati delle principali attività svolte nel 2025, quelle in corso nel 2026 e proponendo scenari di attività per gli anni futuri. L’evento si è svolto prevalentemente in lingua inglese, per facilitare la partecipazione dei funzionari della Commissione Europea.

Transformative Ocean Science:

Dal 24 al 27 marzo 2026 la città di Venezia ha ospitato la prima edizione dell’International Symposium – Transformative Ocean Science, un appuntamento di rilievo internazionale organizzato da CNR ISMAR, DSSTTA e IRBIM, in collaborazione con i principali attori della ricerca marina nazionale e internazionale. L’evento è nato per rispondere alla crescente necessità di trasformare la conoscenza scientifica in azioni concrete, ponendo al centro la nuova visione europea racchiusa in “The Ocean Pact”, la nuova strategia europea dedicata al futuro degli oceani. Il Simposio rappresenta un forum ad alto livello che riunisce comunità scientifiche, enti di ricerca, decisori politici e organismi internazionali per discutere come la scienza del mare debba evolvere per affrontare le più urgenti sfide ambientali e sociali. L’obiettivo è esplorare come scienza, etica e innovazione possano collaborare per rendere operativa la sostenibilità del nostro pianeta blu e contribuire all’attuazione dell’Ocean Pact.

Il Simposio ha previsto tre giornate su invito durante le quali il confronto tra i partecipanti si articola attorno a tre pilastri fondamentali: il primo è dedicato alla Scienza Trasformativa, con una riflessione sul ruolo della ricerca nel coniugare sviluppo economico, responsabilità etica ed equilibrio ambientale, affinché la scienza possa produrre cambiamenti reali incidendo sulle decisioni politiche e sulla gestione delle risorse marine; il secondo pilastro, Oltre i confini della ricerca, esplora le nuove frontiere scientifiche e gli approcci interdisciplinari necessari per implementare pienamente l’Ocean Pact dell’Unione Europea; il terzo, Dalla conoscenza all’azione, concentra le attività sull’elaborazione di strumenti concreti per orientare la governance oceanica del futuro, tra cui una Strategic Roadmap per definire priorità strategiche e aree di ricerca collaborative, un Policy Brief con raccomandazioni chiave per la Commissione Europea, il Parlamento Europeo e i partner internazionali, e un White Paper dedicato alla Scienza Oceanica Trasformativa e al contributo dell’Ocean Pact. La quarta giornata, il 27 marzo, aperta al pubblico ha previsto anche l’intervento del premio Nobel Prof. Tim Hunt con la plenary lecture intitolata “Chromosomes, Nerves, Cell Division: Fundamental Discoveries In Biology At Marine Stations. What Next?” che ha fatto una panoramica di straordinarie scoperte avvenute presso Centri di ricerca e stazioni marine. Il Comitato Scientifico del Simposio riunisce figure di altissimo profilo nel panorama della ricerca marina internazionale, provenienti da enti di ricerca, università e organizzazioni europee e globali. Guidato da Mario Sprovieri, Direttore del CNR‑ISMAR, il Comitato include esperti di oceanografia fisica e biologica, osservazione della Terra, etica applicata, innovazione tecnologica, governance oceanica e cambiamento climatico; è presente anche il Direttore di IRBIM, Gian Marco Luna. L’esperienza dei membri del comitato scientifico a programmi strategici internazionali, missioni oceanografiche, infrastrutture di ricerca e iniziative europee come la Ocean & Waters Mission e l’Ocean Pact garantisce una supervisione scientifica autorevole e interdisciplinare e concreta per la promozione della Scienza Trasformativa.
In qualità di co‑organizzatore, IRBIM prevede la presenza di Fabio Campanella, Valentina Lauria, Andrea Miccoli e Emanuela Fanelli che fungeranno da facilitatori durante i lavori; tuttavia il coinvolgimento è esteso all’intera comunità scientifica, che potrà contribuire con riflessioni e contenuti attraverso un form dedicato. Il tempo stimato di compilazione è di circa 50 minuti, la scadenza per l’invio è il 30 aprile e il contatto di riferimento è la Dr.ssa Elena Gissi (CNR ISMAR).

 

La nuova sede IRBIM ad Ancona

Dicembre 2025. Iniziano i lavori di ristrutturazione della storica palazzina ex-Fincantieri, destinata a diventare la nuova sede dell’Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine (CNR IRBIM) di Ancona. Con un investimento complessivo di 7,2 milioni di euro, l’intervento trasformerà uno degli edifici più iconici del porto dorico nella nuova sede IRBIM. Il progetto architettonico, curato dallo studio Simone Subissati Architects, si è aggiudicato il prestigioso premio “The Plan” nel 2022 ed è stato anche selezionato per rappresentare l’eccellenza italiana al Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2025. La nuova sede avrà: laboratori moderni e infrastrutture tecnologiche avanzate per potenziare la ricerca marina; una sala conferenze da 90 posti concepita come spazio polifunzionale aperto alla cittadinanza per eventi culturali e divulgativi e potrà rafforzare il legame storico e operativo tra la comunità scientifica, il porto e il tessuto cittadino. Il direttore Gian Marco Luna ha dichiarato che la nuova sede sarà un polo strategico per la ricerca internazionale e un punto di riferimento imprescindibile per la Blue Economy” e il responsabile della sede di Ancona, Luca Bolognini, ha sottolineato l’importanza di restituire valore a un edificio storico mettendolo al servizio del futuro del mare. La realizzazione del progetto è stata resa possibile grazie ai fondi dei Ministeri MEF e MUR e a una stretta collaborazione istituzionale con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, la Capitaneria di Porto e il Comune di Ancona. È possibile trovare approfondimenti ai seguenti link:

Progetto EM4SSF per monitorare la piccola pesca in Europa

Febbraio 2026. Raggiunti i primi milestones del progetto EM4SSF-Enhancing Monitoring for Sustainable Small-scale Fisheries per migliorare, attraverso l’integrazione di tecnologie geospaziali avanzate e la cooperazione internazionale, la conoscenza sulla pesca su piccola scala (Small-Scale Fisheries, SSF), un settore fondamentale ma spesso caratterizzato da dati limitati,
EM4SSF si concentrerà su cinque casi studio: Italia, Spagna, Portogallo, Danimarca e Grecia con i quali sarà promosso un quadro comune per la raccolta, validazione e l’elaborazione dei dati e facilitato lo scambio di informazioni tra istituti di ricerca e regioni anche al fine di supportare l’adozione di sistemi avanzati di tracciamento, in piena linea con il nuovo Regolamento UE 2023/2842. Per seguire da vicino i progressi del progetto è stata attivata la newsletter del progetto. Ecco il link per le iscrizioni

Un commosso addio alla Professoressa Serena Fonda Umani

È con profonda tristezza che l’Istituto di Ricerca per le Risorse e le Biotecnologie Marine (IRBIM) e l’intera comunità scientifica salutano la Professoressa Serena Fonda Umani, già Ordinario presso l’Università degli Studi di Trieste. La sua dipartita lascia un grande vuoto nel panorama della ricerca marina nazionale e internazionale, e in tutti coloro che hanno avuto l’onore di conoscerla e collaborare con lei. La Professoressa Fonda Umani è stata una scienziata di eccezionale competenza e di fama indiscussa nel campo dell’Ecologia Microbica marina. La sua dedizione all’indagine scientifica l’ha portata ad essere una delle prime donne pioniere nell’oceanografia italiana, imbarcandosi in spedizioni che l’hanno vista operare dal Mar Mediterraneo fino all’Antartide. Oltre alla sua ricca produzione scientifica, la Professoressa Fonda Umani è stata un punto di riferimento per l’intera comunità grazie alla sua condotta sempre improntata a lealtà, integrità ed etica professionale, doti che hanno arricchito ogni contesto lavorativo e l’hanno resa un modello per le generazioni future. Solo pochi mesi fa, la comunità scientifica aveva avuto il privilegio di renderle omaggio con un Premio alla Carriera in occasione del Forum della Biodiversità organizzato dal NBFC – National Biodiversity Future Center a Milano. In questo momento di dolore, l’IRBIM desidera ricordarla attraverso le sue stesse parole e la sua passione, condividendo questa intervista rilasciata alcuni anni fa con la quale lei stessa racconta con lucidità e amore la bellezza dell’essere biologa marina e l’importanza cruciale dello studio dell’infinitamente piccolo nei nostri mari e oceani.

Convegno ISPRA: il Mare per il benessere comune

Il 20 novembre 2025 l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha riunito a Roma, presso il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, esperti, istituzioni e rappresentanti politici per il convegno “ISPRA: il Mare per il benessere comune“. L’evento si è svolto nell’Auditorium del MAXXI, offrendo una splendida cornice e rafforzando il legame tematico con l’ambiente marino: la giornata è stata infatti sviluppata anche a partire dalla collaborazione nata per la realizzazione dell’installazione ENTRATE: Nacho Carbonell, Memory, in practice, che ha accolto i partecipanti e  i visitatori del Museo e in cui reti recuperate dal Mediterraneo e tronchi d’albero trovano una seconda vita artistica. Il convegno è stato articolato in cinque sessioni tematiche: conoscere lo stato di salute dei mari, proteggere la biodiversità, l’economia blu, il principio One Health, raccontare il mare ed ha offerto una piattaforma fondamentale per definire strategie condivise per un futuro sostenibile del nostro Mediterraneo. Le conclusioni sono state affidate a Luigi Ricci direttore di ISPRA. IRBIMè stato protagonista in due momenti chiave della giornata, a testimonianza del suo impegno nella ricerca e nella divulgazione. Il direttore Gian Marco Luna ha preso parte al panel intitolato “Economia blu: sostenibilità e innovazione per il futuro del mare“. Il dibattito si è concentrato su temi cruciali come Pesca, Acquacoltura, Bioeconomia, energie rinnovabili e clima, sottolineando il ruolo della ricerca scientifica per guidare la crescita sostenibile delle attività economiche legate al mare. Inoltre, il Prof. Donato Giovannelli dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, associato IRBIM, è intervenuto durante il panel dedicato alla comunicazione e chiamato appunto “Raccontare il Mare“. Il panel, moderato da Donatella Bianchi (RAI), ha posto l’attenzione sulla comunicazione scientifica e l’educazione ambientale per il Mare, evidenziando come la divulgazione sia fondamentale per sensibilizzare il cittadino sui temi della tutela e della salute degli ecosistemi marini.

XIV Settimana della Scienza Cina-Italia: un ponte di collaborazione per il futuro sostenibile 

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) ha partecipato e patrocinato la XIV Edizione della Settimana Cina-Italia della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione, un appuntamento di risonanza internazionale che si è svolto dal 13 al 15 novembre 2025 nelle città di Pechino e Hangzhou. L’evento si è confermato come un modello consolidato per dare slancio all’innovazione e a costruire insieme un futuro sostenibile tra i due Paesi. Questa edizione ha rivestito un significato particolare, cadendo nell’anno del 55° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina, una ricorrenza che ne sottolinea la cooperazione fondata sulla crescita condivisa e sul confronto culturale. La centralità del dialogo istituzionale è stata ulteriormente rafforzata dal Piano d’Azione per il Rafforzamento del Partenariato Strategico Globale Italia-Cina 2024–2027, con l’obiettivo di potenziare i rapporti tra i sistemi della ricerca e dell’innovazione per valorizzare le eccellenze nazionali. La manifestazione, promossa in Italia dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e coordinata da Fondazione IDIS-Città della Scienza, ha visto l’organizzazione della Beijing Municipal Science & Technology Commission e della Administrative Commission of Zhongguancun Science Park, in collaborazione con la rete International Technology Transfer Network. La Settimana è stata inaugurata Giovedì 13 Novembre a Pechino con una Cerimonia Istituzionale alla presenza del Ministro dell’Università e della Ricerca italiano, Anna Maria Bernini, e del Ministro della Scienza e della Tecnologia della Repubblica Popolare Cinese, Yin Hejun. Questo momento ufficiale è culminato con la firma di Accordi di Cooperazione tra istituzioni, università, enti di ricerca e imprese dei due Paesi. Successivamente, la giornata è proseguita con sessioni tematiche focalizzate su: manifattura avanzata, etica e diritto dell’intelligenza artificiale e scienze della vita e della salute, seguite da incontri One-to-One e visite a Centri di Ricerca e Laboratori di eccellenza. Le attività si sono spostate ad Hangzhou per la giornata di Venerdì 14 Novembre, dove l’attenzione si è concentrata su temi chiave come la conservazione del patrimonio culturale e l’intelligenza artificiale, l’agricoltura tropicale e, in particolare, le scienze marine e scienze polari, che includono biodiversità e cambiamenti climatici. Il forum dedicato alle scienze marine e polari ha rappresentato un momento significativo per il sistema della ricerca italiano, con la partecipazione di figure di spicco provenienti da diversi enti. Tra i relatori italiani presenti, Roberto Bassi, Presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn, ha presentato la “Ricerca Italiana in Biologia Marina”. Il CNR ha dato il suo contributo con la relazione di Gian Marco Luna, Direttore dell’Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine, sulle “Frontiere e sfide della ricerca biologica marina nel XXI secolo”, e con l’intervento di Luca Bolognini  sul “Riconoscere il Valore della Biodiversità e della Salute degli Ecosistemi Marini: Esperienze dal National Biodiversity Future Center (NBFC)”. La dimensione polare è stata trattata dal Direttore dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, Fausto Ferraccioli, che ha aggiornato i partecipanti sui “Recenti contributi dell’Italia alla ricerca polare”. La XIV Settimana Cina-Italia si è conclusa Sabato 15 Novembre con visite ed esperienze dedicate all’artigianato tradizionale cinese e al patrimonio culturale immateriale, consolidando il legame tra innovazione scientifica e valorizzazione culturale.

Progetto FAO-GFCM sulla selettività nello Stretto di Sicilia

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine (CNR-IRBIM) di Mazara del Vallo e di Ancona ha recentemente concluso la fase operativa di un progetto realizzato in collaborazione con il World Wildlife Fund (WWF) e la Commissione Generale per la Pesca nel Mediterraneo (GFCM).

Alla luce delle indicazioni contenute nella Raccomandazione GFCM/42/2018/5, che pone l’accento sull’esigenza di identificare e sviluppare misure volte a mitigare gli impatti negativi della pesca a strascico sui giovanili delle principali specie commerciali, l’iniziativa è finalizzata all’identificazione e alla sperimentazione di soluzioni tecniche innovative per la riduzione delle catture accessorie e indesiderate nella pesca a strascico multispecifica nello Stretto di Sicilia, contribuendo alla conservazione delle risorse biologiche marine e alla promozione di pratiche di pesca sostenibili.

In questo contesto, nella primavera del 2023 e nell’estate del 2025 sono stati condotti due studi sperimentali nella GSA 16 (Sicilia meridionale). Le attività sperimentali in mare hanno riguardato due specie di elevato valore commerciale, Merluccius merluccius (nasello europeo) e Parapenaeus longirostris (gambero rosa), entrambe gestite nell’ambito di un piano pluriennale del GFCM e attualmente considerate a rischio di sovrasfruttamento.

Le prove in mare sono state condotte utilizzando tre differenti imbarcazioni commerciali, caratterizzate dalle medesime specifiche tecniche e operanti in parallelo, nello stesso periodo e nella stessa area di pesca. Ciascuna unità ha impiegato una diversa configurazione di rete: una rete commerciale standard, utilizzata come controllo; una rete equipaggiata con una griglia di selezione dei giovanili delle due specie; e una rete denominata “T90” caratterizzata dalle maglie di una rete commerciale ruotate di 90° rispetto alle tradizionali maglie romboidali. I tre sistemi sono stati impiegati simultaneamente per confrontare abbondanza e composizione delle catture tra rete commerciale e dispositivi selettivi.

A bordo delle tre imbarcazioni, i ricercatori del CNR-IRBIM Vincenzo Garozzo, Michele Luca Geraci, Khalil Besbes, Giacomo Sardo, Andrea Petetta e Giorgio Vianson hanno condotto attività di campionamento e analisi quantitative e qualitative delle catture, con l’obiettivo di valutare l’efficacia dei diversi sistemi nel ridurre la cattura di esemplari giovanili e di specie non bersaglio.

Sono inoltre state effettuate riprese subacquee delle griglie di selezione al fine di valutare la vitalità dei naselli e delle altre specie commerciali, nell’ambito delle analisi sul tasso di sopravvivenza post-cattura.

Il progetto, finanziato dall’Unione Europea, rappresenta una prosecuzione delle iniziative di cooperazione regionale promosse dalla CGPM, volte a favorire una pesca sempre più selettiva, sostenibile e responsabile. Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link: https://www.fao.org/gfcm/news/detail/en/c/1641477/

Osaka Expo 2025 – CNR Day

19 Settembre 2025, Osaka. Il Padiglione Italia all’Expo 2025 Osaka Designing Future Society for Our Lives” ha ospitato il “CNR Day: Conoscere per Proteggere – Knowledge as the Key to Protection”, un evento di alto profilo organizzato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), attraverso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie del Sistema Terra per l’Ambiente (CNR-DSSTTA), dedicato alla scienza come strumento indispensabile per la salvaguardia ambientale e la resilienza globale. Come in tutti gli EXPO, l’obiettivo è stato creare ponti; in questo particolare caso un ponte tra Italia e Giappone sui Temi Ambientali. La giornata ha avuto un ricco programma di scambi bilaterali tra scienziati italiani e giapponesi impegnati sulle esperienze di ricerca su cinque cruciali temi ambientali. Il filo conduttore è stato il ruolo della conoscenza scientifica, fondata sulla memoria e l’analisi dei dati, come elemento cruciale per comprendere l’evoluzione dei cambiamenti ambientali e affrontare le sfide globali. I cinque pilastri della discussione scientifica, infatti, sono stati: Biodiversità, Mare, Regioni Polari, Cambiamenti Climatici e Rischi Naturali.

Il personale di IRBIM ha offerto un interessante contributo all’evento sia per la parte scientifica che organizzativa. Ernesto Azzurro ha presentato nella sezione “Fisher’s Memories: Stories That Tell of Ecological Change”. La presentazione è stata condotta insieme ai colleghi giapponesi Takehito Yoshida e Mayumi Fukunaga dell’Università di Tokyo, sottolineando la cooperazione internazionale nel campo del cambiamento ecologico. La collega Grazia Marina Quero ha svolto un ruolo cruciale, partecipando attivamente al team che ha organizzato l’evento, sotto la guida del DSSTTA. L’istituto è stato rappresentato anche dal suo Direttore, Gian Marco Luna.

Il “CNR Day” non è stato solo un forum scientifico, ma anche un momento di valorizzazione della profonda connessione tra arte e scienza. L’evento è stato arricchito da contenuti artistici con “Cartografie liquide”, una mostra che ha presentato una suggestiva proiezione corale di sei video realizzati dalle artiste italiane. A testimonianza dell’importanza di una comunicazione innovativa, il fumettista e illustratore Gabriele Peddes ha tradotto in tempo reale i contenuti delle relazioni scientifiche attraverso illustrazioni e fumetti. Ulteriori informazioni sulle attività della giornata sono disponibili sulla pagina del Dipartimento DSSTTA dedicata all’Expo OSAKA 2025. Infine, l’evento ha voluto ribadire un messaggio chiave: l’unica strada per la protezione del nostro pianeta passa attraverso una conoscenza approfondita e condivisa, facendo della scienza lo scudo più efficace contro le incertezze del futuro.

Plastic Reborn

Plastic Reborn è un’iniziativa e un documentario che mostra soluzioni concrete e innovative per fermare l’inquinamento da plastica. L’obiettivo è raccontare come menti giovani e ricercatori del settore stiano creando un’alleanza tra ambiente e impresa per affrontare una sfida globale e trasformarla in un’opportunità di rinascita. L’iniziativa inoltre trasforma anche i pescatori in custodi del mare. Una delle storie al centro di questo progetto è quella che prende vita nel porto di Ancona, dove, alle 2 del mattino, il peschereccio Barracuda I salpa per una missione speciale. Per un’intera giornata, l’imbarcazione diventa un laboratorio a cielo aperto che unisce la tradizione marittima alla ricerca scientifica. A bordo ci sono i pescatori, due ricercatrici del CNR IRBIM di Ancona e il regista e produttore. Ogni volta che le reti risalgono dal fondale, insieme ai pesci emergono rifiuti: bottiglie, cime, resti di polistirolo e molto materiale plastico. In appena dieci mesi, solo due imbarcazioni hanno portato a terra circa tre tonnellate di detriti, di cui l’80% è appunto plastica. Ogni pezzo di rifiuto viene catalogato, analizzato e, quando possibile, avviato al riciclo, nonostante ostacoli come incrostazioni e usura. Questo è il cuore del progetto di Fishing for Litter, coordinato dal CNR IRBIM all’interno dello Spoke 2 del NBFC – National Biodiversity Future Center.  Al progetto partecipano con grande impegno le colleghe Elisa Punzo e Maria Chiara Catta della sede di Ancona.

Il documentario, dal titolo completo “Plastic Reborn, how young minds turn river waste into new beginnings” è prodotto da Carlo Mameli Video Agency, e racconta il conflitto tra un futuro possibile e un presente che resiste. L’obiettivo è mostrare che la speranza è fatta di preparazione, ingegno, nuove tecnologie e nuovi cicli di vita, e di mettere anche in luce il valore dell’intera filiera: dal degrado alla rinascita della plastica. Le storie, i volti, le mani e il coraggio di chi contribuisce alla cura del mare faranno parte di questo film destinato alle piattaforme internazionali e ai festival a tema ambientale.

Per saperne di più sul progetto Fishing for Litter e sulla storia raccontata tramite le immagini raccolte sul campo, è possibile consultare la pagina del progetto. Questo invece il link alla video intervista della ricercatrice Elisa Punzo.

 

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