Agropesca
Dal campo alla rete
Per rispondere alle sfide ambientali e socio‑economiche poste dai cambiamenti climatici e favorire la diffusione dell’agricoltura biologica, il progetto propone un sistema agricolo innovativo che integra agricoltura e acquacoltura secondo i principi dell’agroecologia e dell’economia circolare. Il fulcro dell’iniziativa è il riutilizzo degli scarti agricoli biologici come risorsa funzionale per l’acquacoltura, in particolare per la produzione di mangimi innovativi destinati all’allevamento di pesci d’acqua dolce in aree montane. Il progetto valuta il potenziale nutraceutico di rifiuti agricoli provenienti da colture biologiche, quali vinaccioli, cereali e legumi, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale dell’acquacoltura e migliorare la qualità delle carni ittiche. In particolare, i sottoprodotti della lavorazione del vino, finora testati solo nell’alimentazione bovina, si sono dimostrati ricchi di lipidi, proteine, carboidrati e composti bioattivi. Il loro impiego nei mangimi per pesci sarà analizzato anche in relazione al rafforzamento del sistema immunitario animale, contribuendo alla riduzione dell’uso di antibiotici e alla transizione verso allevamenti più sostenibili. Evidenze scientifiche mostrano inoltre che l’utilizzo dei vinaccioli aumenta il contenuto di polifenoli nelle carni, con benefici per la salute umana. Il progetto contribuirà allo sviluppo di un agro‑sistema più resiliente e sostenibile, basato su un uso efficiente delle risorse naturali e biologiche, una maggiore produttività e ricadute positive sulle economie locali, offrendo al mercato prodotti di elevata qualità e a basso impatto ambientale. A livello ambientale, il sistema sarà progettato per ridurre il consumo idrico, limitare l’impiego di mangimi di origine animale e il rilascio di antibiotici nell’ambiente, oltre a rafforzare la cooperazione tra settore agroalimentare e ricerca. Il modello proposto, un sistema innovativo di agricoltura mista mai realizzato prima, mira a valorizzare la dimensione locale delle produzioni, ridurre e riutilizzare gli scarti, limitare gli inquinanti e aumentare la quota di biologico in linea con l’obiettivo europeo del 25%. Il progetto favorirà inoltre la collaborazione tra i diversi attori della filiera, la creazione di nuovi prodotti di qualità e la formazione di nuove figure professionali. L’obiettivo generale è la realizzazione di un sistema pilota virtuoso che riduca l’impronta ambientale dell’acquacoltura, rafforzi l’economia circolare sul territorio e generi benefici sociali ed economici locali. Particolare attenzione sarà dedicata alla divulgazione dei risultati, alla sensibilizzazione dei consumatori e alla formazione dei giovani, attraverso collaborazioni con un istituto agrario e l’attivazione di una borsa di studio UNICAM presso la Facoltà di Veterinaria.
PARTNER
Referente:
Programma: MiPAAF
Durata: Gennaio 14, 2026 - Gennaio 13, 2029
Budget: 326.372,00 €
Budget IRBIM: 44.444,00 €
Temi di Ricerca: