La struttura è posizionata nell’area di Portonovo su un fondale di circa 12 metri. E’ un laboratorio completamente autonomo, che ricava energia dal sole e comunica con il mondo esterno utilizzando un router cellulare. Ogni trenta minuti il sistema rileva, attraverso un set di sensori meteorologici, i principali parametri meteorologici (velocità, raffica e direzione del vento, temperatura e umidità dell’aria, pressione atmosferica) mentre la sensoristica immersa misura variabili oceanografiche (temperatura dell’acqua, conducibilità, salinità e densità, ossigeno disciolto, clorofilla, torbidità, altezza e direzione delle onde). Una telecamera consente di acquisire periodicamente immagini e video dell’area. Queste informazioni aiuteranno a riconoscere tempestivamente anomalie e condizioni di stress, a studiare gli effetti degli eventi estremi e dei cambiamenti climatici e a mettere in relazione le condizioni ambientali con lo stato di salute e le dinamiche di accrescimento dei mitili selvatici (“moscioli”) e, più in generale, con la salvaguardia della biodiversità marina. L’infrastruttura è stata realizzata grazie a un finanziamento della Regione Marche e costituisce una delle azioni previste nell’ambito del “Tavolo tecnico per la salvaguardia del Mosciolo selvatico”, istituito dal Comune di Ancona per promuovere la tutela e la valorizzazione del mitilo locale, rappresentando un esempio concreto di come una crisi ambientale sia stata trasformata in un sistema stabile di osservazione, prevenzione e conoscenza condivisa. La boa è stata acquistata dal Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente dell’Università Politecnica delle Marche e progettata in collaborazione con il CNR IRBIM di Ancona, che ne cura la gestione, sul modello della boa già installata a Fano nell’area marina antistante il Fano Marine Center.